COMUNICATO STAMPA I 03 agosto ’09
La "scommessa" dell'Aquila è partita e adesso si tenta, entro la fine di settembre, di terminare la costruzione di 3000 alloggi per poter cominciare il ritorno alla normalità.
Bisogna fare presto però e per questo gli operai che vengono dalle varie regioni d’Italia ( Puglia, Veneto, Lombardia), ma anche dal Nord Africa, lavorano incessantemente fino a tarda sera. Si tratta di gente che con orgoglio sostiene anche 12-13 ore di lavoro giornaliere (gli ultimi vanno via anche alle 22.00), per contribuire a ridare una casa a coloro che l’hanno persa. Rita Innocenzi, segretaria della Fillea Cgil invita a non dimenticare però il rispetto delle regole conquistate con sacrificio nei cantieri italiani, e a non mettere a rischio con ritmi assurdi la vita degli operai.
Nonostante tutto la “scommessa” non sarà facile da vincere, al momento infatti gli sfollati sono più di 50.000 (circa 20.000 in albergo, 21.000 nelle tendopoli e 9.000 ospitati in case private) e, se anche i 3000 alloggi da ultimare per settembre dovessero diventare 11.000 come previsto dal piano fino al primo Gennaio 2010, bisognerà fare qualcosa per coloro che rimarranno fuori. A questo proposito la protezione civile dopo una serie di accertamenti ha fatto una classificazione degli edifici scampati al terremoto: - A per quelli agibili da subito,
- B per quelli agibili dopo piccoli lavori,
- C e D per quelli che necessitano di lavori di media importanza,
- E per quelli completamente inagibili.
L’intenzione era quella di permettere agli abitanti di rientrare nelle loro case dichiarate agibili in tempi relativamente brevi, mentre le nuove C.A.S.E. antisismiche dovevano essere riservate agli abitanti delle edifici di classe E. Come sostiene il sindaco Massimo Cialente, però ci sono 10.000 persone che abitano in case A e non tornano nel loro appartamento. Ciò accade sostanzialmente per due motivi: per la paura delle scosse che continuano anche negli ultimi giorni, ma anche per l’impossibilità di riprendere tante attività che sono bloccate e non portano reddito. Allora chi resta in hotel o in tenda almeno trova un pasto gratis, anche perché gli assegni della cassa integrazione non sempre sono puntuali. Il sindaco denuncia inoltre la presenza degli sciacalli dell’affitto capaci di pretendere per 70 metri quadri anche 1.500 euro, quando prima il costo era di 400 - 500 euro e annuncia la possibilità di ricorrere, con l’aiuto della protezione civile che sta effettuando un censimento, alle requisizione di 1000 abitazioni per affrontare l’emergenza.
Il presidente della Provincia Stefania Pezzopane non ha dubbi invece sugli edifici scolastici in pietra o tensostruttura che saranno pronti a settembre, ma dovranno esserci anche le case oppure non servirà a molto. Infatti se le C.A.S.E. (complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili) saranno pronte nei tempi previsti, le ristrutturazioni degli edifici anche di classe B richiederanno tempi piuttosto lunghi, per cui bisognerebbe fare tante altre cose e il tempo scappa, ma è importante che tutto sia fatto nel pieno rispetto delle regole lavorando all’insegna della qualità, della sicurezza, della sostenibilità sociale ed ambientale, per evitare che si ripetano queste tragedie. |
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